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Filariosi cardiopolmonare

Filariosi cardiopolmonare nel cane: valore diagnostico/prognostico della CRP (intervista a Luigi Venco)

 

La filariosi cardiopolmonare nel cane è una patologia parassitaria che causa ipertensione polmonare e che può esitare, negli stadi avanzati, nell’insufficienza cardiaca destra.

 Filariosi - Foto1

 

I vermi adulti si localizzano nelle arterie polmonari causando una “endoarterite proliferativa” la cui gravità dipende sia dalla carica infestante che dalla durata dell’infestazione stessa.

 

 Filariosi - Foto 2

 

In medicina umana è stato evidenziato come la proteina C reattiva (proteina positiva della fase acuta) aumenti sensibilmente anche in corso di endoarterite ed è, quindi, assai probabile che anche nel cane la CRP possa aumentare in corso di danno delle arterie polmonari.

È anche vero, tuttavia, che la proteina C reattiva, sebbene sia considerata tanto in medicina umana quanto in veterinaria un ottimo marker infiammatorio (aumenta, infatti, molto rapidamente in corso di flogosi ed altrettanto rapidamente diminuisce terminato lo stimolo flogistico), in realtà è un test che affianca ad un’altissima sensibilità una altrettanto bassa specificità aumentando, indistintamente, in tutti i fenomeni infiammatori.

Il dott. Luigi Venco ha presentato al Heartworm Society’s Triennial Symposium tenutosia New Orleans dall’8 al 10 settembre 2013 uno studio che ha valutato il valore sia diagnostico che prognostico della proteina C reattiva quale biomarker nella valutazione dell’infestazione naturale del cane da Dirofilaria immitiis.

 

1)   Ciao Gigi, perché hai pensato di valutare l’andamento della CRP in corso di dirofilariosi cardiopolmonare nel cane?

 

La CRP è una proteina di fase acuta considerata aspecifica ma che, attualmente, è molto indagata in medicina umana nelle patologie cardiovascolari. I macrofagi ne sono tra i principali produttori. L’endoarterite proliferativa in corso di Filariosi cardiopolmonare è un processo centrale nella patogenesi della malattia che porta ad ipertensione polmonare. E’ una alterazione unica nel genere ed è presente esclusivamente nel cane e solo se infestato da Dirofilaria immitis. Nella sua genesi i macrofagi svolgono un ruolo essenziale. Ho pensato quindi che fosse la patologia ideale per valutare proprio la CRP.

 

2)   Hai avuto dei risultati prevedibili e misurabili?

 

Si i risultati sono stati molto confortanti ed addirittura, per certi versi, sorprendenti al punto di poter assegnare un “cut off” affidabile che indica la presenza di malattia vascolare polmonare in corso di Filariosi cardiopolmonare

 

3)   A cosa sembra legata la crescita del CRP nei cani con la patologia in atto?

 

L’incremento dei valori della CRP è legato all’endoarterite proliferativa (malattia vascolare polmonare) e si correla allo stato ipertensivo polmonare piuttosto che alla carica parassitaria (numero dei parassiti adulti)

 

4)   Eliminando la causa (trattamento dirofilaricida) la proteina rientra nei valori fisiologici in breve oppure richiede tempi più lunghi?

 

L’endoarterite proliferativa (e l’ipertensione polmonare conseguente) è un processo irreversibile o scarsamente reversibile anche dopo eliminazione spontanea, o conseguente a terapia,  degli adulti di D.immitis ed anche i valori di CRP calano solo moderatamente.

In questa ottica la valutazione della CRP può essere utile nella valutazione clinica di cani con ipertensione polmonare e test negativi per Filariosicardiopolmonare dei quali non si conosca anamnesi o vi siano dubbi che siano stati infestati in passato

 

5)   Considerata la scarsa specificità del test non credi che anche in danni cardiovascolari di altro genere la CRP possa avere lo stesso andamento?

 

No. Dai dati che abbiamo raccolto e comparato nelle altre patologie cardiovascolari congenite o acquisite nel cane l’incremento dei valori è molto limitato e sicuramente non assimilabile a quello in corso di Filariasi cardiopolmonare. Nessun overlapping quindi. Unica eccezione è la Cardiomiopatia dilatativa (DCM) nella quale in fase di scompenso si osservano notevoli incrementi verosimilmente indotti dalla produzione di TNF ?. Stiamo ora valutando se la misurazione della CRP possa essere utile per una diagnosi precoce di questa patologia. Dal punto di vista clinico e strumentale peraltro la DCM è facilmente differenziabile dalla Filariosi cardiopolmonare.

 

6)   Ritieni che lo studio ed il monitoraggio di questo marker dell’infiammazione possa rappresentare un valore aggiunto in termini sia di celerità diagnostica che di completezza prognostica rispetto ad altri metodi più conosciuti ed utilizzati quali, ad esempio, la radiografia toracica e l’ecocardiografia?

 

Sicuramente valutazione e monitoraggio di questo marker  (facilmente realizzabile) offre un ulteriore punto di vista sulle condizioni delle arterie polmonari ad integrazione di radiogrammi toracici ed ecocardiografia Doppler specialmente quando questi siano “dubbi” (assenza di rigurgito tricuspidale) o in loro vece quando non vi sia la possibilità di eseguirli

 

 

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Persone in questa conversazione

  • Ciao Filippo
    per la complessità di valutazione invasiva della pressione polmonare non è possibile con i dati a disposizione stabilire una stretta correlazione tra dato numerico P C reattiva e valore ipertensione o usare i valori nel monitoraggio

  • Ciao Isidoro. La Puglia è sicuramente nel Sud la zona a più alto rischio. Si stanno racogliendo dati precisi ma ti posso dire che il cuore del problema è nel Salento dove si raggiunge anche il 15 % di prevalenza. Poi dirigendosi a nord e sud la prevalenza cala. Tutta la Puglia deve però essere considerata endemica oramai. E' il momento di tenere alta la guardia nello screening e nel proporre profilassi. Il rischio è che aumenti la prevalenza (Aedes albopictus: la zanzare tigre sembra avere un ruolo fondamentale nella diffusione) rapidamente assieme alle forme cliniche gravi. Grazie della domanda. Luigi

  • Ospite - Filippo Soresi Bordini

    Ciao Gigi, stavo facendo una piccola ricerca in merito e mi sono imbattuto in questa tua intervista. Avrei una domanda... riguardo al cut-off della proteina C reattiva, siete poi riusciti a correlarlo ad uno specifico stadio clinico della malattia o comunque a stabilirne un valore prognostico in modo da decidere la terapia più appropriata e fornire un'ipotetica prognosi? Ovviamente al netto delle altre indagini diagnostiche necessarie a stadiare la malattia. Grazie e un caro abbraccio.

  • Ospite - Isidoro grillo

    Ciao Luigi, per caso ci sono dei dati aggiornati sulla diffusione in puglia ?
    Grazie

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