Sembra un linfoma ma non lo è: lo strano caso dei sarcomi mieloidi del cane
Un recente articolo ha descritto per la prima volta tre casi di sarcoma mieloide nel cane, una neoplasia delle cellule mieloidi che, a differenze delle leucemie, si sviluppa nei tessuti solidi, con presentazione clinica e caratteristiche citologiche sovrapponibili a quelle del linfoma canino, ma con prognosi infausta a breve termine. Proprio per questo motivo, è fondamentale un iter diagnostico corretto e completo per distinguere i linfomi (con prognosi e terapie diverse a seconda del sottotipo) dai sarcomi mieloidi.

Caso 1
Dobermann, femmina sterilizzata di 7 anni con tosse da due settimane. Gli esami emocromocitometrico e biochimico erano nella norma, mentre l’esame radiologico del torace ha mostrato la presenza di versamento pleurico e di una massa mediastinica. Il versamento aveva una moderata conta cellulare (14,5x103 WBC/μL) e all’esame citologico è stata riscontrata una popolazione pleomorfa di cellule rotonde, frammiste a piccoli linfociti, macrofagi e cellule mesoteliali reattive. All’esame citofluorimetrico, tali cellule risultavano positive per CD11b (marker delle cellule mieloidi) e in parte per CD34 (marker comune dei precursori ematopoietici), portando ad una diagnosi di neoplasia delle cellule mieloidi, ed escludendo un linfoma. Dopo una settimana, è subentrata una grave infiltrazione ematica da cellule non classificate, con concomitante anemia e trombocitopenia (leucemia mieloide acuta insorta in un secondo momento). Il cane non ha ricevuto terapie ed è deceduto dopo 20 giorni. La necroscopia ha confermato l’infiltrazione multiorgano di cellule neoplastiche.
Caso 2
Golden Retriever femmina di 6 anni, con linfoadenomegalia generalizzata e aumento di volume delle tonsille. L’esame emocromocitometrico era nella norma, mentre la citologia linfonodale ha dimostrato la presenza di cellule rotonde di grandi dimensioni frammiste a precursori mieloidi a diverso stadio di maturazione. Come per il primo caso, all’esame citofluorimetrico, le cellule risultavano positive per CD11b e in parte per CD34, portando nuovamente ad una diagnosi di neoplasia delle cellule mieloidi, ed escludendo un linfoma, nonostante un risultato oligoclonale per TCR alla PARR. All’esame citologico, né il sangue, né il midollo osseo risultavano infiltrati, escludendo quindi una leucemia acuta. Emocromi seriali eseguiti nei due mesi successivi hanno però dimostrato l’insorgere di citopenie progressive e la comparsa di cellule non classificate. Il cane è deceduto dopo 3 mesi dalla diagnosi, nonostante fosse stato iniziato un protocollo chemioterapico con citosina arabinoside.
Caso 3
Meticcio maschio castrato di 11 anni con linfoadenomegalia generalizzata, in terapia con corticosteroidi da un mese in seguito a sospetto clinico e citologico di linfoma. L’esame emocromocitometrico era nella norma, mentre la citologia linfonodale ha dimostrato la presenza di una popolazione prevalente di cellule rotonde di grandi dimensioni. In citofluorimetria, tali cellule risultavano positive per CD11b e in parte per CD14 (marker dei monociti), mentre sangue e midollo risultavano negativi per infiltrazione. Il cane ha proseguito la terapia cortisonica già in atto, ma è deceduto dopo un mese dalla diagnosi.
I tre casi descritti sono accomunati dalla presentazione clinica sovrapponibile a quelle delle più comuni forme di linfoma nel cane (linfoadenomegalia generalizzata, massa mediastinica) e dagli aspetti citologici normalmente considerati compatibili con linfoma. Nel secondo caso, la presenza di precursori mieloidi a diverso stadio di maturazione, aveva fatto inizialmente sospettare una concomitante mielopoiesi extramidollare.
COMMENTO
Il sarcoma mieloide è una forma molto rara di neoplasia ematopoietica, che origina dai precursori mielodi ed è pertanto riconducibile ad una forma anomala ed extramidollare di leucemia mieloide acuta (AML). A differenza della classica AML, la neoplasia si presenta con formazione di masse solide e solo secondariamente può invade sangue e midollo osseo.
Per quanto i sarcomi mieloidi siano rari nel cane, è importante inserirli nella lista delle differenziali nell’approccio diagnostico ai pazienti con sospetto linfoma. Il test di elezione, da eseguire sempre dopo la citologia, è la citofluorimetria, in quanto permette con un solo esame di confermare se le cellule neoplastiche siano linfoidi (portando alla diagnosi di linfoma) o mieloidi, cosa che non può essere fatta sulla base della sola citologia.
Al contrario, la PARR può essere utilizzata per confermare la natura neoplastica delle cellule, ma non la linea di origine, come dimostrato dal risultato oligoclonale ottenuto nel caso 2. Purtroppo, la prognosi per questi pazienti rimane infausta a breve termine, non essendo state ad oggi descritte terapie efficaci, come per tutte le forme di AML. E’ comunque interessante notare come il paziente sopravvissuto più a lungo (3 mesi) fosse anche l’unico ad aver ricevuto chemioterapia.
Fonte bibliografica.
Ref: Ubiali A, Martini V, Comazzi S, Iussich S, Miniscalco B, Poggi A, Morello E, Roccabianca P, Rütgen B, Zamboni C, Riondato F. Granulocytic neoplasm suggestive of primary myeloid sarcoma in 3 dogs. Veterinary Pathology 2025;62(1):48-52
Valeria Martini, Med. Vet., PhD, Esperta Mylav in Citofluorimetria
Walter Bertazzolo, Med. Vet. EBVS European Specialist in Veterinary Clinical Pathology (Dipl. ECVCP); Direttore Scientifico di MYLAV
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