Vitamina B12 - Nuovi aggiornamenti per questa (forse) sconosciuta
La Cobalamina (vitamina B12) è un coenzima essenziale per il metabolismo cellulare, soprattutto per quelle cellule che hanno un elevato turnover nei tessuti (come ad esempio gli enterociti o le cellule del midollo osseo) e quindi, replicando velocemente, vengono più facilmente danneggiate nelle loro funzioni metaboliche in caso di carenza.
La carenza di Cobalamina si associa a disturbi clinicamente rilevabili come anoressia, perdita di peso, scarsa crescita, neuropatie centrali e periferiche, immunodeficienza e alterazioni intestinali come atrofia dei villi e malassorbimento di altri nutrienti.
L’ipocobalaminemia è stata anche riportata essere un fattore di prognosi negativo (per livelli sierici <150 µg/mL), per diverse condizioni patologiche, non solo enteriche.
Questo metabolita, per la sua rilevanza diagnostica e soprattutto terapeutica viene spesso studiato in medicina umana e veterinaria.
Sebbene la concentrazione di VitB12 venga usata nella pratica soprattutto per valutare un possibile malassorbimento e/o maldigestione (la riduzione della sua concentrazione sierica sarebbe quindi conseguente ad un ridotto assorbimento intestinale), e per monitore la supplementazione in caso di ipocobalaminemia, nuovi studi hanno rivelato altre informazioni interessanti.
In particolare un paio di studi clinici hanno recentemente attirato la nostra attenzione.
Studio 1: variazione della cobalaminemia in base all'età nella specie canina e sua associazione con altri metaboliti (omocisteina e acido metilmalonico) (Proksch et al 2025).
In un gruppo di 120 cani sani e con età compresa tra 1 e 10 anni, è stata osservata una progressiva riduzione di concentrazione della VitB12 con l'aumentare dell'età.
Nonostante ciò i valori risultavano compresi all'interno dei valori di riferimento, ma in alcuni casi molto vicini ai limiti inferiori.
Allo stato attuale delle conoscenze è difficile stabilire l'importanza di tale riscontro e se possa avere effetti clinicamente rilevanti o essere semplicemente un adattamento fisiologico nel cane anziano. Allo stesso modo non è attualmente possibile affermare se sia indicato o meno una supplementazione alimentare in questi casi senza una patologia conclamata. Questo effetto deve però essere considerato allorché si eseguano profili biochimici estesi sui cani anziani.
Figura 1. Andamento dei valori di cobalaminemia in 120 cani sani in relazione all'età (tratto da Proksch et al, JVIM 2025). Si noti la tendenza al decremento progressivo con l'invecchiamento.

Studio 2: è stata analizzata la concentrazione della cobalamina in un nutrito gruppo di gatti affetti da patologie di varia natura (Borgonovi e Bayton 2025).
In un centro di referenza sono stati raccolti dati clinici e di laboratorio in 216 gatti: nel 35% di questi la VitB12 risultava bassa mentre nel 31% elevata.
Le enteropatie croniche e il linfoma a grandi cellule erano le condizioni cliniche più frequentemente associate ad ipo- ed iper-cobalaminemia, ma senza differenze rilevanti in termini di frequenza. Pertanto una riduzione o un aumento della cobalaminemia avevano scarso valore per indirizzare verso una diagnosi eziologica più precisa.
L'aumento della cobalaminemia potrebbe essere il risultato di una alterata permeabilità della parete intestinale, da un aumentato rilascio dal parenchima epatico o legata invece ad altri fenomeni fisiopatologici.
E' importante sottolineare che i gatti con valori di VitB12 bassi avevano dei tempi di sopravvivenza nettamente più bassi di quelli con valori di VitB12 normali o elevati.
Difficile stabilire se la mortalità fosse solo legata alla gravità della patologia e la cobalaminemia fosse secondariamente ridotta, o se l'ipocobalaminemia giocasse un ruolo più diretto sulla sopravvivenza stessa.
Ci siamo già occupati altre volte di cobalaminemia in precedenti blog Mylav. Ad esempio se volete consigli sulla supplementazione di vitamina B12 nella pratica vi consigliamo la lettura di questo articolo:
https://www.mylavblog.net/aggiornamento-bibliografico/80-80.html
Invece in relazione al riscontro di iper-cobalaminemia e del suo possibile significato clinico sia nel cane che nel gatto, vi invitiamo a consultare questa seconda pubblicazione.
Referenze:
Anna-Lena Proksch et al. The effects of age and sex on reference intervals for cobalamin, homocysteine, and serum and urinary methylmalonic acid in healthy adult dogs J Vet Intern Med. 2025 Jan-Feb;39(1):e17250.
Simona Borgonovi & Will Bayton. Prevalence of hypocobalaminaemia and hypercobalaminaemia in a referral population of cats in the UK and its relevance to clinical presentation, diagnosis and prognosis. J Feline Med & Surg 2025 doi.org/10.1177/1098612X2513415
Carlo Poretti, Med. Vet., Esperto Mylav in Patologia Clinica e Citologia
Walter Bertazzolo, Med. Vet. EBVS European Specialist in Veterinary Clinical Pathology (Dipl. ECVCP); Direttore Scientifico di MYLAV
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