Questo cane ha un linfoma... posso dargli un po’ di cortisonico in attesa di iniziare la chemioterapia?
L’effetto negativo degli steroidi somministrati upfront (cioè prima dell’inizio della chemioterapia) nei cani con linfoma multicentrico è ampiamente descritto in letteratura. Le principali cause sono legate all’induzione di chemioresistenza delle cellule neoplastiche, con conseguente riduzione della risposta al trattamento e peggioramento della prognosi.
Nonostante queste evidenze, l’uso di corticosteroidi continua talvolta a essere adottato in fase preliminare, spesso a basso dosaggio o in singola somministrazione, come misura temporanea in attesa della conferma diagnostica o dell’avvio del protocollo chemioterapico.
Ma esistono davvero un dosaggio e una durata considerati “sicuri”? In altre parole, può anche un breve trattamento corticosteroideo a basso dosaggio compromettere la prognosi?

Per rispondere a questa domanda, abbiamo condotto uno studio retrospettivo su 273 cani con linfoma diffuso a grandi cellule B (DLBCL).
Di questi, 67 soggetti avevano ricevuto corticosteroidi prima della diagnosi e del trattamento, con una dose mediana di 1 mg/kg (range 0,5–3 mg/kg) per una durata mediana di 8 giorni (range 1–1080).
In soli quattro casi, la prescrizione era motivata dalla presenza di patologie concomitanti, mentre in tutti gli altri la terapia steroidea era stata avviata a seguito della diagnosi di linfoma.
Tutti i cani, sia quelli pre-trattati con steroidi sia gli altri, hanno ricevuto un protocollo CHOP, con o senza immunoterapia.
I risultati dello studio mostrano l’impatto negativo del pretrattamento con cortisone:
- Il tasso di risposta alla chemioterapia era sensibilmente più basso nei cani che avevano ricevuto corticosteroidi prima dell’inizio del protocollo: solo il 67,2% di questi soggetti ha risposto alla terapia, rispetto all’81,6% dei cani che non avevano ricevuto cortisone in precedenza.
- Anche il tempo alla progressione della malattia era significativamente più breve nei pretrattati con cortisonici: 143 giorni in media, contro 223 giorni nei non pretrattati.
- Infine, anche la sopravvivenza complessiva è risultata drasticamente ridotta: 196 giorni contro 398 giorni. In altre parole, i soggetti trattati con cortisonici prima della diagnosi e della chemioterapia vivevano, in media, la metà rispetto a quelli che non lo avevano ricevuto.
- Inoltre, nei soggetti trattati con cortisonici prima della diagnosi, la probabilità di ottenere campioni linfonodali non diagnostici alla citofluorimetria era significativamente più alta (13,5% vs 6%).
È rilevante sottolineare che questi effetti negativi sono risultati indipendenti da variabili come: molecola utilizzata, dose giornaliera, durata, dose cumulativa e intervallo tra l’ultima somministrazione e l’inizio del trattamento chemioterapico. Pertanto, anche regimi apparentemente “innocui” possono avere gravi conseguenze.
Ancor più significativo è il fatto che, nel campione analizzato, nessuno dei cani pretrattati con cortisonici, ad eccezione dei quattro cani con comorbidità, presentava una condizione clinica critica. Addirittura, il 53% era asintomatico al momento della diagnosi. In questi casi, la decisione di prescrivere un cortisonico è stata presa esclusivamente sulla base del sospetto clinico, non della reale necessità terapeutica.
Da questi dati emerge come l’utilizzo di corticosteroidi in soggetti con sospetto linfoma debba essere fortemente evitato, salvo nei casi in cui sia strettamente necessario per la stabilizzazione clinica del paziente o per la gestione di patologie concomitanti. Infatti, anche singole somministrazioni a basso dosaggio possono compromettere la diagnosi e ridurre le prospettive terapeutiche, peggiorando significativamente la prognosi.
In oncologia, ogni decisione può avere conseguenze importanti: è fondamentale che l’approccio iniziale sia guidato da evidenze solide e da una valutazione attenta del singolo caso.
Referenza:
Maga I, Sabattini S, Martini V, Riondato F, Aresu L, Marconato L. Dose and duration of upfront steroid administration have no prognostic impact in dogs with Diffuse Large B-Cell Lymphoma. Veterinary and Comparative Oncology 2025; epub ahead of print.
Valeria Martini, Med. Vet., PhD, Esperta Mylav in Citofluorimetria
Laura Marconato, Med. Vet., Dipl. ECVIM-CA (Oncology); Esperta Mylav in Oncologia Medica
Luca Aresu, Med. Vet., PhD, Esperto Mylav in Istopatologia
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