Eosinofilia periferica nel cane e nel gatto: siamo sicuri che sia una parassitosi?

Spesso l’eosinofilia periferica nel cane e nel gatto viene interpretata nella pratica clinica come espressione di una parassitosi gastrointestinale o respiratoria.
Ma questa associazione è effettivamente così diretta nella realtà?
Dal momento che spesso a questa deduzione consegue l’inizio di una terapia antiparassitaria, è giusto fermarsi a questo dato per diagnosticare una supposta parassitosi?
Figura 1. Striscio di gatto con marcata eosinofilia periferica.

Lo studio “Peripheral blood eosinophilia in dogs and cats: a cross-sectional study on prevalence, seasonality and endoparasite infection in a referral hospital population” si è posto l’obiettivo di valutare l’effetto delle parassitosi sull’eosinofilia nel sangue periferico, valutarne le possibili fluttuazioni stagionali (es. rialzi in primavera-estate, quando le parassitosi dovrebbero avere maggiore incidenza) e proporre una valutazione descrittiva della conta eosinofilica in relazione allo stato parassitologico e alle comorbidità.
Di recente, un paio di studi hanno trovato scarsa associazione nella specie canina tra le parassitosi e l’eosinofilia periferica (Guija de Arespacochaga et al, 2022; Morandi et al, 2023).
Pertanto, la comune abitudine di somministrare antiparassitari al riscontro di eosinofilia senza indagare oltre non è raccomandabile per due motivi:
1) perché un’altra potenziale causa di rialzo degli eosinofili non verrebbe indagata;
2) c’è un possibile rischio di aumento della resistenza nei confronti dei prodotti antiparassitari (ad oggi non così frequente, ma ci sono già alcuni casi riportati per Ancylostoma caninum, Dirofilaria immitis e capillariasi).
I pazienti selezionati nello step finale di questo studio sono stati in tutto 86, 68 cani e 18 gatti: degli iniziali 411 pazienti con eosinofilia, sono stati infatti inclusi solo quelli che avessero disponibile un esame coprologico per flottazione e con tecnica di Baermann eseguito nei sette giorni successivi all’emocromocitometrico, con feci raccolte in 72 ore, senza aver ricevuto terapia tra il riscontro di eosinofilia e l’esame coprologico.
Per ciò che concerne la stagionalità, non si sono evidenziate differenze di conte eosinofiliche (mediane sovrapponibili in tutte le stagioni, sia nel cane che nel gatto) e si sono rilevati numeri similari di pazienti con eosinofilia nelle quattro stagioni, non evidenziando alcun trend in aumento nelle stagioni “calde”, per entrambe le specie.
Un fattore significativo risultato dallo studio è stato l’età del paziente: si è osservato che nei pazienti di età più giovane, sia nel cane che nel gatto, la proporzione di animali con eosinofilia è significativamente maggiore rispetto agli animali più anziani.
Questo può essere legato al fatto che questi pazienti, con un sistema immunitario ancora immaturo, siano inoltre più frequentemente esposti ad infezioni e parassiti.
Per ciò che riguarda la positività ai test coprologici, solo 6/68 cani e 3/18 gatti sono risultati positivi: in questi pazienti la conta eosinofilica è risultata più bassa rispetto ai pazienti negativi.
Questo dato non supporta pertanto l’ipotesi che le conte eosinofiliche più elevate siano sinonimo di parassitosi, anche se i numeri dei pazienti positivi ai test coprologici nel presente studio sono bassi e numeri più elevati sarebbero sicuramente più rappresentativi.
Questo dato, tuttavia, può essere il riflesso di una maggiore attenzione nei confronti dei pet e della diffusione di misure profilattiche.
In particolare, cariche parassitarie basse o infezioni croniche, sono meno portate a scatenare una risposta eosinofilica, che per contro è maggiormente innescata da infestazioni severe, sempre meno frequenti, e dagli stadi larvali e/o adulti che invadono i tessuti extravascolari.
La risposta eosinofilica è verosimilmente influenzata da fattori individuali dell’ospite, dalla carica parassitaria e da eventuali comorbidità; processi a livello mucosale ed in tessuti ricchi di mastociti possono scatenare un’eosinofilia, così come il rilascio di alcune citochine da parte di talune neoplasie, quali linfoma, mastocitoma e carcinomi.
I pazienti sono stati suddivisi in modo osservazionale in alcuni gruppi sulla base delle patologie note.
I disordini gastroenterici sono risultati i più frequentemente riscontrati nei cani con eosinofilia, mentre nei gatti ipereosinofilici i gruppi più numerosi erano rappresentati da traumatizzati/chirurgici e dai pazienti con malattia renale.
Le conte eosinofiliche erano maggiori nel gruppo (ma con pochissimi individui) delle patologie endocrine canine e nel gruppo della malattia renale nel gatto.
Nel presente studio, tuttavia, il numero di pazienti era troppo basso all’interno dei vari gruppi per poter effettuare analisi statistiche e valutarne quindi la significatività.
In definitiva possiamo concludere che sebbene le parassitosi siano da considerare tra le diagnosi differenziali dell’eosinofilia del cane e del gatto, altre cause vanno escluse in quanto comuni, quali patologie allergiche (cutanee o delle mucose), neoplasie, endocrinopatie (es. Addison’s diseases), infezioni, traumi e corpi estranei, oltre che rare forme iper-eosinofiliche idiopatiche e leucemie croniche.
Bibliografia:
Abigail Guija-de-Arespacochaga 1, Loïc Kremer 2, Frank Künzel 3, Ilse Schwendenwein. Peripheral blood eosinophilia in dogs: Prevalence and associated diseases. Vet Med Sci. 2022 Jul;8(4):1458-1465. doi: 10.1002/vms3.832. Epub 2022 Jun 2.
Benedetto Morandi, Maria Chiara Sabetti, Maira Napoleoni, Ilaria Pascucci, Gionata Orlandi, Marco Pietra, John A. VanLeeuwen, Spencer J. Greenwood, Giovanni Poglayen, Roberta Galuppi. Endoparasites in dogs diagnosed at the Veterinary Teaching Hospital (VTH)-University of Bologna, combined with clinicopathological results. A long-term retrospective secondary data study. PlosOne. October 20, 2023. https://doi.org/10.1371/journal.pone.0293330
Maria Chiara Sabetti, Andrea Corsini, Mariangela Colosini, Alessandro Tirolo, Linda Danieli, Marta Fozzer, Alice Vismarra, Marco Genchi, Cecilia Quintavalla, Benedetto Morandi . Peripheral blood eosinophilia in dogs and cats: A cross-sectional study on prevalence, seasonality, and endoparasite infections in a referral hospital population. Res Vet Sci. 2026 Aug:208:106266. doi: 10.1016/j.rvsc.2026.106266. Epub 2026 May 18.
Serena Bernardi, Med. Vet., PhD, ISVPS GPCert (DLab).
Walter Bertazzolo, Med. Vet. EBVS European Specialist in Veterinary Clinical Pathology (Dipl. ECVCP); Direttore Scientifico di MYLAV
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