A cosa serve il Delta-TNC attualmente presente nei nostri referti citochimici del gatto?
La peritonite infettiva felina (Feline Infectious Peritonitis - FIP) è una malattia infettiva causata da un coronavirus enterico felino mutato, estremamente diffusa in tutto il mondo, che può presentarsi in forma effusiva e non effusiva (anche definita FIP "secca").
Purtroppo la diagnosi definitiva non è sempre semplice e per una conferma definitiva richiederebbe il ricorso ad una evidenziazione immuno-istochimica dell'infezione virale nei tessuto campionati mediante biopsia o all'esame necroscopico.
Figura 1. Particelle virali colorate in marrone mediante immuno-istochimica, in una biopsia epatica di gatto affetto da FIP. Si rilevano lesioni focali (piogranulomi) contenenti particelle positive riconducibili a virus all'interno di macrofagi. Questo rilievo conferma il sospetto di FIP in maniera definitiva.

Trattandosi di procedure non sempre effettuabili nella pratica, oltre che dispendiose, i laboratori diagnostici e i ricercatori in tutto il mondo sono da anni alla ricerca del "test perfetto" per la diagnosi definitiva ante-mortem di FIP.
Gli esami ematobiochimici di base, l'elettroforesi delle sieroproteine, i titoli sierologici per Coronavirus, gli esami citologici di organi e raccolte cavitarie e alcuni biomarker (ad. esempio l'alfa-1 glicoproteina acida - AGP nel siero e nei versamenti, l'attività dell'LDH nei fluidi corporei in caso di FIP effusiva) hanno tutti una valenza diagnostica, ma nessuno può da solo essere sufficiente per confermare in via definitiva la presenza della FIP.
Anche la biologia molecolare, in grado di evidenziare i virus nei tessuti e nei fluidi, può avere dei limiti tecnici e diagnostici (es. dei falsi negativi in caso di scarsa conservazione dell'RNA virale e quindi incapacità di amplificarlo).
Nei casi di FIP effusiva, l'esame del versamento è fondamentale per la diagnosi: di solito si tratta di essudati asettici ricchi in proteine, con elevati valori di globuline (e quindi rapporto albumina/globulina ridotto), alte concentrazioni di AGP ed LDH, e citologia caratteristica.
Una PCR positiva per Coronavirus in un tale campione è da considerarsi confermativa.
Figura 2. Esame citologico dopo concentrazione di un versamento di gatto con FIP: si noti il fondo proteico granulare e la popolazione infiammatoria di granulociti neutrofili coartati e più rare cellule mononucleate.

Con il precedente analizzatore per ematologia in uso presso Mylav (ADVIA 2120) abbiamo dimostrato l'utilità del rapporto tra attività dell'LDH nel versamento e la concentrazione cellulare nello stesso: i gatti con FIP hanno spesso valori sproporzionatamente elevati di enzima LDH rispetto al numero di cellule nucleate (contate come WBC negli analizzatori per ematologia).
Nel nostro blog abbiamo descritto quindi come sfruttare questo rilievo per ottimizzare la diagnosi di FIP:
L'analizzatore per ematologia Sysmex di classe XN, attualmente in uso presso il nostro laboratorio, esegue le conte cellulari dei fluidi utilizzando una tecnologia laser (flow cytometry) mediante due canali differenti, denominati WDF (White Blood Cell Differential by Fluorescence) e WNR (White Blood Cell Count and Nucleated Red Blood Cell Count), per ottenere una migliore classificazione delle varie famiglie di leucociti e una conta automatica dei precursori eritroidi eventualmente presenti.
Quasi sempre le due conte si sovrappongono nei versamenti, ad eccezione dei casi in cui il fluido contenga elevate concentrazioni di proteine/mucoproteine, come ad esempio nella FIP.
Il valore definito come Delta-TNC in realtà è un rapporto, tra WDF/WNR e di conseguenza risulta quasi sempre prossimo ad 1, ma non nei versamenti FIP (vedi figure successive).
Figura 3. Conta di cellule nucleate in un versamento essudatizio settico con elevata concentrazione di leucociti. I due canali mostrano una conta cellulare sovrapponibile, intorno ai 150.000 cellule nucleate/uL. Il Delta-TNC è pertanto prossimo a 1.

Figura 4. Conta di cellule nucleate in un versamento da FIP con bassa concentrazione di leucociti. I due canali mostrano una conta cellulare completamente differente: il WDF è molto più alto del WNR, di conseguenza il Delta-TNC è pertanto risulta molto elevato (>5).

In generale possiamo considerare che, sulla base dei dati ad oggi pubblicati:
A. I gatti con FIP hanno valori di Delta-TNC quasi sempre > 2, : un valore basso di Delta-TNC esclude quindi con buona accuratezza la FIP
B. Valori superiori a 4,9 confermano con elevata specificità una FIP
C. I gatti senza FIP non hanno valori sopra 4,9
Basandoci pertanto su questi cut-offs, l'esame citochimico Mylav del versamento cavitario offre quindi un ulteriore spunto per una diagnosi di certezza in vivo di FIP.
Referenza bibliografica:
Lopes et al. Feline Infectious Peritonitis Effusion Index: A Novel Diagnostic Method and Validation of Flow Cytometry-Based Delta Total Nucleated Cells Analysis on the Sysmex XN-1000V. Vet. Sci. 2024, 11, 563. https://doi.org/10.3390/vetsci11110563
Walter Bertazzolo, Med. Vet. EBVS European Specialist in Veterinary Clinical Pathology (Dipl. ECVCP); Direttore Scientifico di MYLAV
Prof. Saverio Paltrinieri, Med. Vet. EBVS European Specialist in Veterinary Clinical Pathology (Dipl. ECVCP); Comitato Scientifico di MYLAV
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