Geriatria veterinaria: il ruolo degli screening periodici nei cani anziani
I controlli medici di routine sono da sempre considerati fondamentali per il benessere dei cani anziani. Infatti, gli animali anziani hanno delle esigenze specifiche, in quanto più inclini a sviluppare delle malattie croniche. Inoltre, i segni clinici iniziali di tali malattie possono essere vaghi e difficili da riconoscere per il proprietario o potrebbero essere attribuiti ad un “normale invecchiamento” dell’animale.
A partire da che età possiamo considerare un cane “anziano”?
Secondo le linee guida dell’American Animal Hospital Association (AAHA), un cane può essere considerato anziano quando ha raggiunto l’ultimo 25% della sua aspettativa di vita. Tuttavia, a causa dell’ampia variabilità nel processo di invecchiamento in cani di diversa taglia e razza, non è possibile stabilire un’età specifica che definisca con certezza lo stato di anzianità dell’animale.
Quali sono le malattie più comuni nel cane anziano?
In uno studio recente di Marynissen e colleghi (2015), pubblicato sul Journal of Veterinary Internal Medicine è stata valutata una popolazione di 122 cani anziani in cui i proprietari non avevano notato nessun segno clinico.
L’obiettivo di tale studio era quello di valutare l’eventuale presenza di malattie in questa popolazione di cani anziani “apparentemente sani”, e di monitorare la possibile insorgenza di malattie in un periodo di due anni.
I risultati dello studio hanno messo in evidenza che 24/122 cani (20%) sottoposti a screening di routine presentavano una malattia subclinica non diagnosticata in precedenza (Tabella 1).
In particolare, la malattia più comune era la malattia renale cronica (CKD) in stadio 1 secondo le linee guida dell’International Renal Interest Society (IRIS). Altre malattie frequenti includevano neoplasie maligne, malattie gastroenteriche, ortopediche, neurologiche, dermatologiche e del tratto urinario.
Tabella 1 – Malattie diagnosticate in cani anziani “apparentemente sani” (Modificato da S. Marynissen, et al. 2025)

Nello stesso studio, i pazienti geriatrici sono stati rivalutati periodicamente (ogni 12 mesi) in un arco di tempo di due anni.
In tale periodo, il 59% dei pazienti (58/98) non ha sviluppato nessuna malattia, il 22% dei pazienti (22/98) è deceduto e la restante popolazione ha sviluppato delle nuove malattie (Tabella 2). Tra queste ultime, le più rappresentate erano la CKD, malattie neurologiche e neoplasie maligne.
Lo sviluppo di tali malattie ha determinato una riduzione della qualità di vita di questi pazienti. Infatti, la maggior parte dei proprietari ha descritto la qualità di vita dei propri cani come buona o eccellente prima dell’inizio dello studio. Tuttavia, circa il 25% dei proprietari ha riscontrato una riduzione della qualità di vita dei propri animali durante i successivi 2 anni.
Tabella 2 – Malattie diagnosticate in 98 pazienti anziani dopo un follow-up di 2 anni (Modificato da S. Marynissen, et al. 2025)

In conclusione, in circa il 20% dei cani anziani apparentemente sani inclusi nello studio è stata evidenziata una malattia sistemica subclinica. In un periodo di 2 anni, il 19% di tali pazienti ha sviluppato delle nuove malattie, mentre il 22% dei pazienti è deceduto; inoltre, soltanto nel 25% dei pazienti è stato riscontrato un peggioramento della qualità di vita.
Tale studio dimostra quindi l’importanza degli screening periodici nei cani in età geriatrica, anche in assenza di segni clinici specifici, allo scopo di diagnosticare precocemente eventuali malattie croniche e di intervenire tempestivamente tramite un protocollo terapeutico adeguato, rallentando così la progressione di tali malattie.
Screening periodici del cane geriatrico: cosa valutare e con che frequenza?
Il cane anziano richiede un piano sanitario personalizzato che includa protocolli di prevenzione, diagnosi e trattamento specifici.
Ma come facciamo a definire un un piano sanitario adeguato? Le linee guida dell’AAHA pubblicate nel 2023 forniscono delle indicazioni utili per la gestione dei cani e gatti in età geriatrica (Tabella 3).
Nei cani in età geriatrica è indicata l’esecuzione di un controllo semestrale/annuale completo, comprensivo di visita clinica, esami ematobiochimici ed eventuali ulteriori accertamenti diagnostici, valutati sulla base di eventuali malattie del paziente o sulla presenza di fattori predisponenti (ad esempio predisposizioni di razza).
Negli animali anziani è innanzitutto necessario raccogliere un’anamnesi accurata, allo scopo di ottenere il maggior numero di informazioni utili dal proprietario; lo stato fisico del paziente va poi valutato in modo sistematico, distretto per distretto, con maggior attenzione verso le articolazioni, la cute, la cavità orale, e lo stato di nutrizione.
Dato che il proprietario del cane anziano potrebbe non notare lo sviluppo di segni clinici, risulta fondamentale effettuare periodicamente anche degli accertamenti clinico-patologici.
Tra questi giocano un ruolo rilevante la valutazione del quadro ematologico (tramite esame emocromocitometrico comprensivo di lettura dello striscio ematico) e metabolico (tramite biochimica sierica ed esame delle urine) del paziente. Inoltre, l’esecuzione dell’esame coprologico è raccomandata almeno una volta l’anno, così come la valutazione della pressione sistemica.
Per alcuni pazienti potrebbero essere necessari ulteriori accertamenti sulla base del sospetto clinico, come ad esempio diagnostica per immagini (es. ecografia addominale o RX torace) o una valutazione ecocardiografica comprensiva di elettrocardiogramma (ECG).
Tabella 3 - Frequenza dei monitoraggi clinici e laboratoristici consigliata dall’American Animal Hospital Association (AAHA). (Modificato da R. Dhaliwal et al. 2023)
In conclusione, gli studi sopracitati mettono in evidenza l’importanza dell’esecuzione di screening periodici nei cani in età geriatrica. Secondo le linee guida dell’AAHA, è raccomandato effettuare un check-up completo ogni 6-12 mesi.
Questo dovrebbe includere: visita clinica, esami del sangue e delle urine, esame coprologico e, se necessario, ulteriori indagini come diagnostica per immagini addome/torace o esame ecocardiografico con ECG.
La raccolta di un’anamnesi dettagliata e una valutazione clinica sistematica sono essenziali. Poiché i cani anziani possono sviluppare delle malattie croniche con segni clinici aspecifici e scarsamente riconoscibili dai proprietari, è fondamentale programmare dei controlli periodici che permettano di diagnosticare in modo precoce eventuali malattie subcliniche.
Bibliografia:
S. Marynissen, F. Mortier, L.Duchateau, et al, “Exploring the Importance of Repeated Health Screening in Healthy Older Dogs”, Journal of Veterinary Internal Medicine(2025)
R. Dhaliwal, E. Boynton, S. Carrera-Justiz, et al, “2023 AAHA Senior Care Guidelines for Dogs and Cats” Journal of AmericanAnimal HospitalAssociation (2023)
Antonio Maria Tardo, Med. Vet., PhD, European Specialist in Veterinary Internal Medicine (Dipl. ECVIM-CA)
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