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ANIMALI ESOTICI

Domande e risposte frequenti sull'encefalitozoonosi del coniglio

Cari colleghi, inauguriamo un nuovo settore del nostro blog dedicato agli animali esotici. Abbiamo chiesto al nostro consulente Gustavo Picci di rispondere ad alcune frequenti domande su una patologia dei conigli, l'encefalitozoonosi

Innanzi tutto Gustavo, di cosa si tratta?

L’encefalitozoonosi è una malattia parassitaria sostenuta dal protozoo Encephalitozoon cuniculi, parassita intracellulare obbligato e sporigeno.

Quali specie colpisce?

L’ospite principale è il coniglio, ma raramente l’infestazione è stata osservata in roditori, gatti, pecore, cani, scimmie, maiali e capre. L’uomo può essere interessato solo se presenta grave immunodepressione, il contagio diretto dal coniglio non è documentato.

Qual è il ciclo biologico?

L’urina è la via di eliminazione del parassita, i conigli infestati eliminano il protozoo sotto forma di spore che contaminano l’ambiente. Le spore infestano il nuovo ospite attraverso l’ingestione di acqua e di cibo contaminati. E’ descritta anche la trasmissione per via tranplacentare e inalatoria. Il parassita entra nel circolo ematico e si diffonde a livello renale dove replica e viene eliminato all’esterno attraverso l’urina. Successivamente a questa fase replicativa dai reni si ha la diffusione al sistema nervoso centrale e al cristallino.

Dopo quanto tempo dal contagio si manifestano i sintomi?

Non tutti i conigli manifestano sintomi. La maggior parte dei conigli infestati può restare asintomatica per tutta la vita, perché sviluppano un’infestazione cronica subclinica con formazione di lesioni granulomatose che incapsulano il parassita. Se il soggetto presenterà nel corso degli anni immunodepressione avremo la manifestazione clinica della malattia.

Quali sono i sintomi?

La malattia si manifesta principalmente con sintomatologia neurologica: è possibile osservare atassia, sindrome vestibolare, tremori, convulsioni, nistagmo, paralisi, incontinenza urinaria.  Pazienti affetti da incontinenza possono sviluppare dermatite perineale. La sintomatologia renale è in genere caratterizzata da insufficienza renale di grado lieve, accompagnata nelle forme avanzate da perdita di peso, poliuria/polidipsia e anoressia. Nella forma oculare si evidenzia cataratta, rottura del cristallino e uveite.

Quali sono le diagnosi differenziali?

In diagnosi differenziale si devono considerare i traumi, le fratture spinali, le spondiliti, le infestazioni da Toxoplasma, le otiti medie e le otiti interne, gli ascessi e le infezioni cerebrali, le infezioni da Listeria, il colpo di calore, le intossicazioni da metalli pesanti e le neoplasie.

Come si procede ad una corretta diagnosi?

La diagnosi di certezza ante-mortem non è possibile perché richiede l’esame istologico del tessuto cerebrale per evidenziare la presenza dei parassiti oppure per osservare le lesione granulomatose.

E’ necessario quindi incrociare più test per la diagnosi in vivo correlandoli alla sintomatologia del paziente:

Emocromo e Esame Biochimico: sono in genere nella norma nelle forme acute.

Esame sierologico ricerca IgG: un titolo anticorpale positivo indica l’esposizione al parassita ma non attesta che questo sia la causa dei sintomi clinici. Il test è valido per escludere la malattia in caso di esito negativo limitando il campo ad altre diagnosi differenziali; sarà necessario, in questo caso, ripetere il test dopo quattro settimane in quanto un’infestazione recente avrà presumibilmente causato sieroconversione.

Esame sierologico ricerca IgM: il titolo anticorpale aumenta a partire dal diciassettesimo giorno post infezione; possono risultare positivi anche alcuni conigli sani.

Elettroforesi: aumento costante e significativo della frazione gamma.

PCR: possibile effettuare il test da urina sebbene l’eliminazione delle spore nelle urine avviene per un periodo limitato e in modo intermittente

In che modo è possibile controllare la presenza del parassita?

E' consigliabile isolare i coniglietti appena acquistati da altri conigli perché possono essere eliminatori fino a quattro mesi di età. La trasmissione postnatale si verifica entro le sei settimane dalla nascita e i piccoli elimineranno il parassita con le urine solo per un periodo limitato per cui adulti non saranno infestanti.

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