Quando (e perché) è importante programmare degli screening periodici nei gatti anziani
I controlli medici di routine sono da sempre considerati fondamentali per il benessere dei gatti anziani. Con l’avanzare dell’età, infatti, gli animali hanno esigenze specifiche e diventano più inclini a sviluppare malattie croniche. Inoltre, i segni clinici iniziali di queste malattie possono essere lievi, poco evidenti o facilmente attribuiti dal proprietario ai normali cambiamenti legati all’invecchiamento dell’animale.
Quando posso considerare un gatto anziano?
Secondo le linee guida dell’American Animal Hospital Association (AAHA), un gatto può essere definito anziano a partire dai 10 anni di età. Tuttavia, a causa della variabilità nel processo di invecchiamento legata alla razza e alle caratteristiche individuali, non esiste un’età precisa che stabilisca con assoluta certezza l’inizio della senescenza.
Quali sono le malattie più comuni nel gatto anziano?
In uno studio recente di Mortier e colleghi (2024), pubblicato sul Journal of Veterinary Internal Medicine, è stata valutata una popolazione di 259 gatti anziani privi di segni clinici evidenti.
L’obiettivo dello studio era quello di identificare, tramite esami clinici e laboratoristici, l’eventuale presenza di malattie in gatti apparentemente sani e determinare la possibile insorgenza di nuove malattie dopo un follow-up di due anni.
I risultati hanno evidenziato che 55 gatti su 259 (21%) presentavano una malattia subclinica precedentemente non diagnosticata (Tabella 1).
La malattia più comune risultava essere la malattia renale cronica (CKD) in stadio 2, secondo le linee guida dell’International Renal Interest Society (IRIS). Altre condizioni frequentemente riscontrate includevano ipertiroidismo, infezione da Virus dell'Immunodeficienza Felina (FIV), batteriuria subclinica e cardiomiopatie.

Nello stesso studio, i pazienti geriatrici sono stati rivalutati periodicamente ogni 6 mesi per un totale di due anni (Tabella 2).
Durante questo periodo, il 54% dei gatti (108/201) non ha sviluppato alcuna nuova malattia, il 9% (19/201) è deceduto, mentre il restante 37% (74/201) ha sviluppato nuove malattie. Tra queste, le più rappresentate erano CKD, ipertiroidismo, neoplasie e triadite.

Riassumendo, circa il 20% dei gatti anziani apparentemente sani inclusi nello studio è stata evidenziata una malattia sistemica subclinica. In un periodo di 2 anni, il 37% di tali pazienti ha sviluppato delle nuove malattie, mentre il 9% dei pazienti è deceduto.
Tale studio dimostra quindi l’importanza dell’esecuzione di screening periodici nei gatti in età geriatrica, anche in assenza di segni clinici specifici, allo scopo di diagnosticare precocemente eventuali malattie croniche e intervenire tempestivamente, al fine di rallentare la progressione di tali malattie.
Screening periodici del gatto geriatrico: cosa valutare e con che frequenza?
Il gatto anziano richiede un piano sanitario personalizzato che includa protocolli di prevenzione, diagnosi e trattamento specifici. Ma come possiamo scegliere un piano sanitario adeguato?
Le linee guida dell’American Animal Hospital Association (AAHA) pubblicate nel 2023 forniscono delle indicazioni utili per la gestione dei cani e gatti in età geriatrica (Tabella 3).
Per ogni gatto geriatrico è bene pianificare un controllo semestrale/annuale completo, comprensivo di visita clinica, misurazione della pressione sistemica, indagini clinico-patologiche e ulteriori accertamenti valutati sulla base del singolo paziente (es. malattie già note).
In animali anziani è quindi necessario raccogliere un’anamnesi accurata, allo scopo di ottenere il maggior numero di informazioni utili dal proprietario; lo stato fisico del paziente va poi valutato in modo sistematico, distretto per distretto, con un occhio di riguardo verso l’apparato cardio-respiratorio, la cavità orale e lo stato di nutrizione.
Dato che il proprietario del gatto anziano potrebbe non notare lo sviluppo di segni clinici, risulta fondamentale effettuare periodicamente, insieme ad una visita clinica accurata, degli accertamenti clinico-patologici.
Tra questi giocano un ruolo rilevante la valutazione del quadro ematologico (valutato tramite esame emocromocitometrico) e metabolico (valutato tramite biochimica ematica ed esame delle urine) del paziente.
Inoltre, dal momento che l’ipertiroidismo è una malattia frequente nei gatti anziani (prevalenza ≃10% nei gatti di età superiore ai 9 anni), le linee guida consigliano la misurazione annuale della tiroxina (T4) sierica.
Allo stesso modo, è molto importante valutare la pressione sistemica ogni 6-12 mesi, dal momento che la maggior parte delle malattie che determinano ipertensione sistemica si manifestano in età geriatrica (es. CKD, ipertiroidismo, iperaldosteronismo).
Per alcuni pazienti potrebbero essere necessari ulteriori accertamenti sulla base del sospetto clinico, come ad esempio diagnostica per immagini (es. ecografia addominale o RX torace) o una valutazione ecocardiografica.

In conclusione, gli studi sopracitati mettono in evidenza l’importanza dell’esecuzione di screening periodici nei gatti in età geriatrica.
Secondo le linee guida dell’AAHA, è raccomandato effettuare un check-up completo ogni 6-12 mesi. La raccolta di un’anamnesi dettagliata e una valutazione clinica sistematica sono essenziali.
Poiché i gatti anziani possono sviluppare delle malattie croniche con segni clinici aspecifici e scarsamente riconoscibili dai proprietari, è fondamentale programmare dei controlli periodici che permettano di diagnosticare in modo precoce eventuali malattie subcliniche.
Referenza bibliografica:
- Mortier F, Daminet S, Marynissen S,et al. Value of repeated health screening in 259 apparently healthy mature adult and senior cats followed for 2 years. J Vet Intern Med. 2024;38(4):2089‐ doi:10.1111/jvim.17138
- Dhaliwal, E. Boynton, S. Carrera-Justiz, et al. “2023 AAHA Senior Care Guidelines for Dogs and Cats”, Journal of AmericanAnimal Hospital Association, 2023.
Antonio Maria Tardo, Med. Vet. EBVS European Specialist in Veterinary Internal Medicine (Dipl. ECVIM-CA); Esperto in Medicina Interna di MYLAV
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